Come realizzare un tutore in sfagno

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Ogni giorno su Instagram si vedono centinaia di foto di Monstera, Philodendron ed altre Aracee sempre più affascinanti.

Come resistere?

Io non ho resistito ed ho acquistato delle Monstera e dei Philodendron.

Mi stavo informando sulla loro coltivazione ed ho constatato che molte di loro hanno un portamento rampicante ed è quindi necessario un tutore per sorreggerle.

Ma qual è il tutore migliore?

Tutore in fibra di cocco:

Pratico ed economico, ma esteticamente discutibile.
Non riesce ad idratarsi correttamente e non è abbastanza morbido per fare attaccare le radici aereee.
Per allungarlo è necessaria un po’ di manualità.

Tutore in sughero:

Molto gradevole esteticamente, dona un effetto naturale, ma ha un costo davvero elevato ed è un materiale non poroso, non è in grado di assorbire acqua e rilasciarla nel tempo.
Le radici aeree tenderanno ad attaccarsi, ma la texture della corteccia ci impedirà poi di staccarle senza fare danni.

Tutore in sfagno:

Molto semplice da realizzare con materiale che quasi tutti abbiamo già in casa. Personalizzabile in tutto, dall’altezza alla larghezza, ai materiali…
Le radici della pianta lo vedranno come un prolungamento del vaso e ne aiuterà la crescita rigogliosa.

Ti lascio qui sotto due tutorial (base e avanzato) su come realizzare un tutore in sfagno nel modo più semplice possibile.

Se li realizzi non dimenticarti di fare una foto e taggarmi su Instagram con @giudi_in_the_jungle.

Dove trovare i materiali

I materiali utilizzati per realizzare questi pali in sfagno si possono trovare abbastanza facilmente.

Il tubo in pvc, il relativo tappo, il silicone, la rete e le fascette si trovano in una qualunque ferramenta, su Amazon o su ManoMano.

Lo sfagno e l’osmocote sono presenti nei migliori vivai, sia online che offline.

Il tessuto igroscopico l’ho scoperto proprio per questo progetto e l’ho trovato esclusivamente da Evoplant, ma è assolutamente facoltativo.

Prima di iniziare metti a bagno lo sfagno secco, deve reidratarsi bene ed essere morbido e soffice per poter accogliere le radici.
Per velocizzare il procedimento lo puoi fare anche la sera prima.

Misura il tubo: fai sì che si appoggi sul fondo del vaso e calcola qualche centimetro in più in altezza rispetto alla pianta per la futura crescita.

Segna anche a che altezza arriva il bordo del vaso.

Taglia la rete: devi calcolare di avere una larghezza tale da avvolgere completamente il tubo, lo sfagno che lo ricoprirà e avere un centimetro circa per chiuderla.
Come altezza invece calcola dal bordo del vaso alla sommità del tubo (nel terreno non abbiamo bisogno di mettere lo sfagno).

Appoggia la rete ancora aperta su un piano ed inizia ad adagiarci lo sfagno strizzato.

Deve essercene uno strato regolare, abbastanza abbondante da trattenere una buona umidità ed allo stesso tempo restare soffice.
Non pressarlo eccessivamente, altrimenti le radici non riusciranno ad entrare tra le fibre.

Posiziona il tubo in plastica ed inizia a chiudere la rete e lo sfagno tutto intorno.
Anche qui, attenzione a non pressare troppo: lo sfagno deve essere fermo (in caso abbonda ancora un po’) ma non schiacciato completamente contro la plastica.

A questo punto puoi scegliere se fissare prima la pianta al tutore e poi il tutore al vaso o viceversa.

Inifine riempi il vaso con il tuo substrato preferito.

La versione PRO

Il giorno prima di iniziare dovrai occuparti innanzitutto del tubo.
Taglialo in modo che si appoggi sul fondo del vaso e calcola qualche centimetro in più in altezza rispetto alla pianta per la futura crescita.
Segna anche a che altezza arriva il bordo del vaso.
Sigilla un’estremità con il tappo e il silicone (o solo silicone) e lascia asciugare.

Il giorno successivo, come primo passaggio andrà verificato che tenga l’acqua e non perda nemmeno una goccia, altrimenti va siliconato nuovamente e lasciato asciugare altre 24h.

Sempre il giorno prima ti consiglio di reidratare bene lo sfagno.

Taglia il tessuto igroscopico facendo in modo che sia largo quanto metà della circonferenza del tubo e lungo circa quanto il tubo o poco più.

Deve ricadere per circa 10/15 cm all’interno del tubo ed arrivare 5/10 cm sopra il livello del terreno.

Infila un’estremità del tessuto igroscopico nel tubo e ferma all’esterno.
Attenzione a non fermarlo in modo troppo stretto, altrimenti creerai una strozzatura e non passerà più l’acqua.

Taglia la rete: devi calcolare di avere la larghezza per avvolgere completamente il tubo, lo sfagno che lo ricoprirà e avere un centimetro circa per chiuderla. Come altezza invece calcola dal bordo del vaso alla sommità del tubo (nel terreno non abbiamo bisogno di mettere lo sfagno).

Appoggia la rete ancora aperta su un piano ed inizia ad adagiarci lo sfagno strizzato (non troppo) a cui aggiungerai dell’osmocote ben distribuito.
Deve essercene uno strato regolare, abbastanza abbondante da trattenere una buona umidità ed allo stesso tempo restare soffice.
Non pressarlo eccessivamente, altrimenti le radici non riusciranno ad entrare tra le fibre.

Posiziona il tubo in plastica ed inizia a chiudere la rete e lo sfagno tutto intorno.
Anche qui, attenzione a non pressare troppo: lo sfagno deve essere fermo (in caso abbonda ancora un po’), ma non schiacciato completamente contro la plastica.

Dopo averlo posizionato nel vaso, riempi il tubo d’acqua e aspetta che il tessuto si impregni e traferisca l’acqua allo sfagno.

Anche qui puoi scegliere se fissare prima la pianta al tutore e poi il tutore al vaso o viceversa.

Inifine riempi il vaso con il tuo substrato preferito (se non ne hai ancora scelto uno, leggi qui).

E adesso?

Se la tua pianta vegeta a “tutto tondo” puoi inserire il tutore al centro e lasciare che la pianta lo avvolga.
Se la tua pianta ha un portamento “direzionale”, con vegetazioni tutte rivolte verso la stessa direzione, il tutore andrebbe posizionato a lato del vaso, così da bilanciare la pianta ed assecondarla nella crescita.

Nel momento in cui fissi la tua pianta al tutore, evita di legarla esattamente sul nodo: è il punto da cui usciranno le radici, correresti il rischio di danneggiarlo.

Appena la pianta inizierà a considerare il tutore come un ulteriore substrato in cui crescere, potresti notare foglie più grandi e belle, anche con vasi di dimensioni ridotte.

È importante che lo sfagno non asciughi mai completamente, altrimenti si compatta troppo e le radici ne soffrono.
Ricordati di nebulizzarlo spesso o di imbibirlo con l’aiuto di un flacone con l’imboccatura stretta (come questo) o con una bottiglietta.
Se ti dimentichi e secca completamente fai una bella doccia all’intera pianta, così da reidratarlo a fondo.

L’ideale sarebbe fare questo procedimento durante un rinvaso per non stressare ulteriormente la pianta, ma con la giusta delicatezza si può inserire nel substrato anche successivamente, prestando molta attenzione a non danneggiare le radici.

Se decidi di realizzare questo tutore, non dimenticarti di condividerlo sui social e di taggarmi!
Sarò molto felice di vedere il tuo tutore in sfagno!

Giudi
Author: Giudi

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