Zeolite: inerte e sostenibile

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Da qualche anno si sente sempre più parlare della zeolite, una roccia mafica alterata, ovvero roccia basaltica che con il passare di milioni di anni e a contatto con acqua ha cambiato la sua geologia e si è trasformata in zeolite.
Il PH è sostanzialmente basico, solitamente poco superiore al 7.
Viene usato sia come inerte nei substrati che miscelato ad acqua o sapone molle come trattamento.

Chimicamente parlando

Il termine Zeolite raggruppa 46 minerali di origine vulcanica, in agricoltura solitamente si usa il tipo Chabasite.

Sono caratterizzati da una struttura cristallina molto aperta a canali interconnessi. Questo tipo di struttura lascia molti minuscoli vuoti dove si possono inserire molecole d’acqua e sostanze nutritive.

Grazie ad un elevato potere di scambio cationico è in grado di assorbire e rilasciare le sostanze nutrienti con semplicità

Lo scambio cationico è un processo chimico-fisico che consiste nello scambio del catione contenuto all’interno della struttura cristallina del minerale con ioni presenti in soluzione (acqua) che possiedono dimensioni e proprietà elettrostatiche compatibili.

Nel caso della zeolite il valore di scambio cationico è paragonabile a quello del substrato organico (>100meq / 100g)

Viene sfruttata anche per la desalinizzazione delle acque di mare, sintetizzando una miscela di zeoliti con ioni che consentono di addolcire le acque.

È una materia prima utilizzata anche per l’uomo, solitamente viene sfruttata per la sua capacità di assorbimento di metalli pesanti.

Il lapillo ha proprietà molto simili, ma per rilasciare potassio con tanta facilità ha bisogno di temperature tropicali.

Molecola di zeolite
Cava di zeolite

Il suo utilizzo nei substrati di coltivazione

La struttura microporosa delle zeoliti permette di assorbire o filtrare molecole liquide o gassose; nei terreni assorbono acqua e la rilasciano lentamente evitando così, nei periodi caldi, un’eccessiva aridità del terreno.

Si stima che con la fertilizzazione tradizionale, solo il 25% dei nutrienti venga assorbito dalle radici, mentre la restante parte viene liberata nell’atmosfera o raggiunge le falde acquifere, inquinandole.

La zeolite ha la capacità di diminuire il dilavamento dei nutrienti dal suolo trattenendoli e rendendoli sempre dispnibili alla pianta; un terreno ricco in zeoliti ha quindi bisogno di un minor quantitativo di concime.

Più precisamente rilascia facilmente potassio e ione ammonio che immagazzina dai fertilizzanti.

Ha un potere di immagazzinamento delle sostanze selettivo, ovvero assorbe solo molecole di potassio e ione ammonio. La molecola che consente questo scambio e lo ione fosfato, che viene comunque immagazzinato e resta disponibile con gli altri elementi.

Le molecole di sostanze come erbicidi, pesticidi ed insetticidi sono troppo grandi per poter entrare nella struttura, evitando eventuali rischi di sovradosaggi.

È quindi un materiale ottimo dal punto di vista ambientale, poiché riducendo la quantità di concime si ha un minor inquinamento delle falde acquifere, mentre il lento rilascio dell’acqua ne riduce il consumo.

Secondo alcuni studi la zeolite consente una diminuzione della fertilizzazione fino al 60% e un risparmio di acqua del 40%.

La Zeolite è un materiale indissolubile, quindi una volta integrato nel terreno, resta disponibile nel tempo, senza variare le sue proprietà.

Tale minerale funge anche da stabilizzatore di pH e di temperatura, riducendo i danni da shock termico alle radici.

Il suo utilizzo come antiparassitario

La zeolite micronizzata (ovvero di dimensione inferiore a 20μm) può essere utilizzata come trattamento contro insetti e funghi.

Miscelata con acqua, può essere spruzzata sulla parte aerea della pianta, in questo modo rende la superficie ruvida ed inospitale per gli insetti e grazie alla capacità di assorbire umidità riduce gli attacchi fungini.

Nel caso in cui un insetto riesca comunque a depositarvi le sue uova, il potere disidratante della zeolite le asciugherà e non permetterà la formazione delle larve.

In presenza di eventuali ferite da urto o da parassiti favorisce la cicatrizzazione dei tessuti.

 

Giudi
Author: Giudi

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