Come coltivare una pianta carnivora

Coltivare piante carnivore
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Sono tra le piante più evolute ed affascinanti della terra.
Non conosco bambino che non ne abbia voluta almeno una.

Le piante carnivore, o meglio insettivore, negli ultimi anni si sono diffuse sempre più, dando così la possibilità a chiunque di provare a coltivarle.

Purtroppo molti vivaisati non sanno come coltivarle al meglio nè sanno consigliarci per la loro gestione dopo l’acquisto, quindi la durata media di una pianta carnivora in casa va dai 15 giorni ai 2 mesi, poi morirà senza darci (apparentemente) spiegazioni.

Ecco una rapida guida per coltivare le tue prime piante carnivore.

Chi sono

Iniziamo con un’informazione fondamentale: quando parliamo di piante carnivore non stiamo parlando di un’unica specie, ma di diverse specie che in milioni di anni si sono diffuse ( e differenziate) raggiungendo quasi ogni continente.

Le specie più comuni che possiamo trovare all’interno dei garden sono Dionaea, Sarracenia, Nepenthes e Drosera. In rari casi possiamo trovare anche Pinguicola e Cephalotus.

Ecco alcune foto per riconoscerle.

Sotto alle foto vi lascio qualche consiglio di base per la loro coltivazione.
Drosera

Drosera

Difficoltà
0.5/5

Moltissime foglie che partono da un unico punto, ricoperte di colla. Comunemente se ne trovano sia con foglie più sottili (come quella in foto) che con foglie più tondeggianti e appoggiate al terreno a formare una rosetta.

Tranquilli, non riuscirete a farla morire nemmeno volendo. Cresce molto velocemente e fiorisce abbondantemente per tutta la bella stagione.

Sarracenia

Sarracenia

Difficoltà
1/5

Foglie “tubolari” che si allargano nella parte più alta e con un “cappellino” più o meno grande ed appariscente. Ci sono coltivatori che hanno un’intera collezione dedicata esclusivamente a loro.

Le varietà più comuni sono molto semplici e con pochi accorgimenti otterrete piante grandi, robuste e molto colorate.

Dionaea

Dionaea

Difficoltà
1.5/5

Ecco qui la più famosa delle piante carnivore, la prima che ci viene in mente quando pensiamo ad una pianta in grado di catturare insetti. La riconoscere subito per le celebri manine che si chiudono appena le sfiorate (ma non fatelo!).
Ne esistono inifinite varietà con trappole grandi, piccole, deformi, albine…

La sua coltivazione è molto semplice, purchè si rispettino le regole base di coltivaizione. Non ama essere rinvasata e cresce abbastanza lentamente.

Nepenthes

Nepenthes

Difficoltà
2/5

Et voilà, ho tenuto per ultime le mie preferite in assoluto.
Possono sembrare delle classiche piante verdi tropicali, ma dalla punta delle foglie partono le trappole, che sono ripiene di liquido “digestivo”.
Anche per loro ne esistono infinite varietà che si diffenziano per forma di foglie e trappole, dimensione e caratteristiche di coltivazione.

La loro coltivazione si differenzia dalle altre poichè sono specie tropicali e hanno necessità di temperature miti tutto l’anno. Le specie più diffuse hanno una buona resistenza sia al caldo che al fresco e crescono velocemente.

Come coltivare Sarracenia, Dionea e Drosera

Ecco le regole di base per la loro coltivazione.

1) Tienile sempre all’aperto (anche in inverno)

Sono piante che non hanno grossi problemi a sopravvivere con il nostro clima, sia in estate che in inverno.

In inverno è importante controllare che non gelino mai nè l’acqua nel terreno nè il substrato, altrimenti le radici non riusciranno ad assorbire l’acqua necessaria.

2) Sottovaso alto con acqua demineralizzata (tutti i giorni, tutto l’anno)

Vivono in terreni sempre ricoperti da un pelo d’acqua (a volte anche sommerse del tutto per giorni). È fondamentale che il loro terreno non si asciughi mai del tutto.

Sono piante che assumono tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno dagli insetti che catturano, quindi occorre utilizzare acqua osmotica (tipo quella per acquari), demineralizzata (quella per il ferro da stiro, non profumata) o piovana.

L’acqua del rubinetto con il passare del tempo saturerebbe il terreno di sostanze che manderebbero in sofferenza la pianta.

3) Tantissimo sole (tienile fuori, non dietro ad una finestra!)

Come già detto, sono piante che non hanno problemi a stare tutto l’anno all’aperto.
Quindi trova loro un posto soleggiato dove possano ricevere almeno qualche ora di sole diretto in inverno e qualche ora di ombra in estate.

Con il sole le foglie assumeranno colorazioni vivaci e cresceranno più velocemente.

4) Torba bionda acida di sfagno + perlite (da imparare a memoria 😂)

Essendo originarie di zone molto specifiche, hanno anche necessità di un substrato molto particolare.

Il substrato deve essere composto da Torba bionda acida di sfagno, che potrete alleggerire con della perlite (o agriprelite).  Molti coltivatori ormai utilizzano substrati inerti o miscelati con fiocchi di spugna, sfagno secco o vivo, quarzo o altro, ma vi consiglio di iniziare con il substrato base e rimandare gli esperimenti al prossimo anno.

Non va bene il terriccio universale, nè quello per acidofile. SOLO TORBA BIONDA ACIDA DI SFAGNO.

È molto importante bagnare la torba prima di rinvasare o appena dopo il rinvaso, per permetterle di idratarsi al meglio.
Aspettate sempre qualche settimana dopo l’acquisto per rinvasare, meglio ancora aspettare l’inizio della primavera.

Nepethes

Le Nepenthes si differenziano dalle specie appena citate soprattutto per le zone di origine, che sono in prevalenza foreste tropicali dal clima caldo tutto l’anno.

1) Tienile all’aperto in estate e al caldo in inverno

Gli appassionati le dividono in tre grandi gruppi:

higland: vivono in quota, amano il clima fresco.
midland: vivono nel mezzo, non amano il freddo e nemmeno le estati torride.
lowland: vivono al livello del mare o poco più, amano il caldo.

Inizialmente ti consiglio di portarle all’aperto quando le temperature di notte non scendono sotto i 15°C e riportarle in casa quando ricominciano a scendere.

2) Bangale spesso (senza affogarle)

Vivono in zone molto umide, a volte arrampicate sugli alberi più grandi. 

Il terreno non dovrebbe mai seccare del tutto, in estate è consigliato un sottovaso da riempire d’acqua ogni volta che si asciuga. In inverno puoi lasciare il sottovaso asciutto anche per 2/3 giorni.

Sono piante che assumono tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno dagli insetti che catturano, quindi occorre utilizzare acqua osmotica (tipo quella per acquari), demineralizzata (quella per il ferro da stiro, non profumata) o piovana.

L’acqua del rubinetto con il passare del tempo saturerebbe il terreno e manderebbe in sofferenza la pianta.

3) Tantissimo sole (ma con la proteziona solare 😄)

L’ideale per loro è un posto soleggiato dove possano rivere almeno qualche ora di sole diretto in estate, meglio se protette da una retina leggera (tipo zanzariera o tessuto-non-tessuto).

In inverno il posto ideale è davanti ad una finestra con più luce possibile.

Con il sole le foglie assumeranno colorazioni vivaci e le trappole saranno sempre più grandi.

4) Torba bionda acida di sfagno + perlite (con l’aggiunta di bark o sfagno)

Anche loro hanno necessità di un substrato specifico.

Il substrato deve essere di Torba bionda acida di sfagno, che potrete alleggerire con della perlite a cui vi consiglio di aggiungere bark ( la corteccia per orchidee) e/o sfagno secco. 

È molto importante bagnare la torba prima di rinvasare o appena dopo il rinvaso, per permetterle di idratarsi al meglio.
Aspettate sempre almeno qualche settimana dopo l’acquisto per rinvasare, meglio ancora aspettare l’inizio della primavera.

Ecco qui invece altre due specie che solitamente si trovano meno facilmente nei garden.

Cephalotus

Cephaotus

Difficoltà
4/5

Il re delle piante carnivore, tra le più belle e particolari che conosca…
La pianta è un insieme di foglioline e trappole appoggiate al terreno, tutte molto vicine tra loro.
Chi mi segue sui social sa che è stata per anni la mia bestia nera, non riuscivo a farlo sopravvivere che qualche settimana.
Si sta diffondendo sempre più anche nei garden generici, se siete fortunati potete trovarlo già abbastanza grandino.

La coltivazione a mio parere non è tra le più semplici per un neofita, ma se avete il tempo e la voglia di dedicargli un po’ di attenzione i primi tempi, vi darà enormi soddisfazioni.

Pinguicola

Pinguicola

Difficoltà
3/5
Difficoltà per Giudi
10/10

Pianta apparentemente innocua, ma più letale della carta moschicida per i moscerini.
Le sue caratteristiche principali sono le grandi foglie verde chiaro e un bel fiorelino spesso viola.

Ho rinunciato a coltivarle molto tempo fa, non sembro essere degna di comprendere le loro necessità.
Dal resto del mondo sono considerate molto semplici, soprattutto le varietà da garden.

Se capite cosa vogliono venitemelo a raccontare. 🙄

Come avrete sicuramente intuito, sono piante dalle esigenze particolari ma che regalano enormi soddisfazioni.

Scrivimi qui sotto nei commenti quale a pianta carnivora vuoi che dedichi un articolo specifico.

Se hai delle piante carnivore e me le vuoi mostrare, pubblicale su Instagram e taggami @giudi_in_the_jungle oppure inviami una mail a info@livethejungle.it.

Giudi
Author: Giudi

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