Lithops: come coltivare i sassi viventi

Lithops in coltivazione
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Oggi vi parlo di una tra le specie più affascinanti che posseggo, i Lithops.

Sono piante che negli ultimi anni si vedono abbastanza di frequente nei vivai o nei brico center, ma che appena portate a casa tendono inesorabilmente a morire.

In questo articolo vi spiegherò le basi della coltivazione dei sassi viventi, senza la pretesa di essere esaustiva al 100% poichè sono piante molto particolari e, sotto alcuni punti di vista, anche complesse.

Da questa foto si può capire il motivo del nome 😁😁 | Foto di Garry Platt

Origini e habitat

I Lithops appartengono alla famiglia delle Azioacee, nel fatastico mondo delle piante succulente.

Sono originari delle aree semidesertiche del contenente aficano, in particolare di Namibia e Sudafrica.

Anche se le vediamo quasi sempre con una sola coppia di foglie, in natura possono formare dei cespi abbastanza numerosi, con decine di coppie di foglie.

Il loro nome significa “aspetto simile ad un sasso” e deriva dalla loro straordinaria capacità di adatamento e mimetismo.
Nel periodo di riposo infatti si ritirano poco sotto il livello del terreno e vengono spesso ricoperti di sabbia così da non essere mangiati dagli animali.

La maturità, e quindi la forza per fiorire, arriva intorno a 3/4 anni di età.

Ecco dei Lithops nel loro habitat naturale | Foto di Etwin Aslander

Vaso e substrato

La prima cosa da fare quando acquistate dei lithops è cambiare il substrato in cui vengono coltivati.

Solitamente si trovano in vasi da 5cm di diametro in sola torba.

L’ideale per loro invece è un terreno ricco di inerti come pomice, lapillo, zeolite e sabbia di fiume in granulometria abbastanza sottile (3-5 mm),  con pochissima torba o terra di campo (circa il 5/10% sul volume totale).

Se nelle vostre zone non riuscite a trovare degli inerti vi consiglio di acquistarli sul sito Seedcactus, che vende sia un mix già pronto a meno di €2 al litro, che i singoli inerti.

Per quanto riguarda il vaso vi consiglio dei vasi alti almeno 10 cm perchè le radici dei Lithops in natura tendono ad andare abbastanza in profondità per cercare acqua e resistere ale temperature molto calde.

Essendo abastanza complesso trovare vasi in plastica che siano piccoli di diametro e alti, tendo ad utilizzare vasi in coccio cubici in cui inserisco più piante.

Se invece preferite suddividerli o volete un vaso in plastica vi consiglio il modello QH1 di Seedcactus, largo 7×7 ma alto ben 14!

Importante!

Nel rinvasarli devono essere messi abbastanza in profondità nel terreno, lasciando sporgere le foglie soltanto di 4/5mm.

Coltivazione dei Lithops
Una collezione di tutto rispetto | Foto di Reggie1

Acqua e periodo asciutto

Solitamente il primo motivo per cui queste piante muoiono è l’eccesso di acqua nel periodo sbagliato.

Le uniche due foglie del nostro Lithops sono già un concentrato di acqua e zuccheri, esagerando con le bagnature possiamo causare marciumi o far scoppiare le foglie per i troppi liquidi.

Per capire quando bagnare è prima importante capire quando i Lithops sono in vegetazione e quando a riposo.

Trattandosi di piante a crescita primaverile e autunnale è importante mantenerli asciutti nel periodo invernale, da fine ottobre a marzo, ma anche nel periodo di riposo estivo quando le temperature notturne salgono oltre i 20°C  (solitamente luglio e agosto).

Nei periodi di vegetazione invece possono essere bagnati in modo abbondante ma  lasciando sempre asciugare perfettamente il substrato tra una bagnatura e l’altra.

Personalmente abito in Piemonte e li bagno circa 4/5 volte l’anno, 2/3 in primavera e 2 in autunno.

Lithops in muta fogliare
Lithops durane la muta | Foto di Etwin Aslander

Esposizione

Per capire quale sia la migliore esposizione dei Lithops bisogna pensare al loro ambiente d’origine.

Quindi assolutamente non vanno tenuti in casa, MAI!
Nemmeno in inverno!

In Italia si possono tenere all’aperto tutto l’anno, preferibilmente riparati dalle piogge.

In inverno l’ideale sarebbe dar loro tutto il sole possibile, mentre nei mesi più caldi (luglio e agosto) sarebbe meglio ombreggiare e lasciare che il sole li raggiunga soltanto al mattino presto e poco prima del tramonto.

Se doveste vedere i Lithops che iniziano ad allungarsi ed alzarsi verso la luce stanno eziolando (o filando) in cerca della luce, quindi esponeteli gradualmente in un punto più luminoso.

Muta e cambio delle foglie

Nel periodo di riposo vegetativo vedrete gradualmente le foglie raggrinzire e seccaare.

Se avete seguito i consigli qui sopra non dovete temere,  il vostro Lithops non sta morendo, ma facendo la MUTA!

Ogni anno durante il riposo invernale i lithops iniziano a secare le foglie dell’anno precedente e a creare all’interno una nuova coppia per la stagione successiva.

In questo momento è fondamentale non bagnare: le nuove foglie assorbiranno acqua e nutrienti dalle vecchie.

In primavera, a volte con la prima bagnatura, le vecchie foglie ormai secce si toglieranno per lasciare il posto alle nuove.

Lithops al termine della muta | Foto di Etwin Aslander

Ci sarebbero ancora moltissime curiosità sui Lithops, ma questo articolo sta diventando troppo lungo, quindi:

  • Lasciami un commento con i tuoi dubbi o curiosità sui sassi viventi
  • Dai uno sguardo alle foto di perchè sono straordinarie
  • Andate a vedere  il video in cui vi mostro come rinvaso i Lithops che ho pubblicato su YouTube!
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Giudi
Author: Giudi

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Antonio
5 giorni fa

Ottimo video. Complimenti. Nella mia esistenza un punto fondamentale è l’esposizione a sole. Non potendo evitare l’irradiazione delle ore più calde li tengo schermati da uno strato di ombreggiante.

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