Tips per coltivatori in erba

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Siamo stati tutti dei coltivatori in erba, alle prese con le prime foglie secche e i dubbi su quando innaffiare.
In questo articolo voglio raccogliere i consigli che io stessa avrei voluto leggere agli inizi e che ti possono aiutare.

Non si bagna a scadenza

È forse l’errore più comune e quello che fa la differenza tra un appassionato ed uno a cui è stata regalata una pianta.
Appena una pianta varca la soglia di casa, corriamo su Google a cercare ogni quanto va bagnata, poi impostiamo un promemoria sul cellulare e pensiamo di aver risolto.

In realtà non è così… è molto più facile.

Come regola di base ti consiglio di utilizzare un vecchio metodo: infila un dito della terra per qualche centimentro e senti se è ancora bagnata.

Ti consiglio sempre di aspettare che sia ben asciutta (asciutta, non arida come il Sahara) prima di irrigare di nuovo.

Serve più luce

Quell’angolino buio lì avrebbe bisogno un po’ di vita… mettiamoci una pianta!

In quell’angolino lì non c’è nemmeno la luce per un muschio, figuriamoci per quei poveri cactus dipinti in vasetti striminziti.

Per le piante la definizione di stanza luminosa è diversa dalla nostra.

L’immagine a destra è uno schema da tenere bene a mente: la maggiore quantità di luce l’abbiamo nell’area 1 (a circa 1 metro dalla finestra), poi va man mano diminuendo nella 2 e 3, fino a diventare decisamente più buio nella 4.

Quindi le piante che vengono definite come bisognose di molta luce andranno posizionate nella zona 1, quelle bisognose di poca luca nella 2.
La 3 è una zona “ad alto rischio”, ovvero inizia ad esserci davvero molta poca luce, personalmente non ci metterei piante.
Nella 4 potete mettere la tv, un bel quadro, un antico vaso cinese… Non metteteci piante.

Faremo più avanti un articolo a tema luce, ma per ora questo è una buona partenza.

Schema della distribuzione della luca in una stanza. Credits: Cose di casa

Cactus colorati, brillantinati e con gli occhi

Vi prego.
Non li acquistate.
Avete mai visto un cactus, nel deserto, con gli occhiali e la barba rosa fluo brillantinata?

E anche se non hanno barba, baffi, occhi, occhiali, fiori finti, cappellini… pensateci bene.

I cosidetti cactus sono piante che vivono in zone molto specifiche del nostro pianeta, quindi hanno assunto determiante caratteristiche per sopravviverci.

Se li volete coltivare dovete rassegnarvi a lasciarli fuori tutto l’anno (tranquilli non muoiono), completamente asciutti, riparati in inverno e leggermente ombreggiati d’estate.

Dentro casa non sopravviveranno che qualche mese, poi inizieranno a crescere in modo “strano” e successivamente moriranno afflosciandosi su se stessi.

Non avere fretta di rinvasare

Capita a tutti.
Acquistiamo una pianta, ci accorgiamo che il substrato non è dei migliori e vogliamo a tutti i costi rinvasare immediatamente.

Questo purtroppo porta spesso alla morte della pianta.

Appena acquistata la pianta subirà già uno stress causato dal cambio di ambiente: dall’umidità presente in vivaio, all’aria “secca” delle nostre case, magari accentuata dalla posizione vicina ad un calorifero.

Inoltre spesso le piante che acquistiamo sono riprodotte per talea, ovvero è stata presa una porzione di una pianta definita “madre” ed è stata posta in vaso per farle emettere delle radici e diventare una nuova pianta.
Questo ovviamente significa che le radici saranno giovani e delicate.

Per il rinvaso, soprattutto agli inizi, è meglio aspettare qualche mese dall’acquisto e anche la stagione più adatta (marzo/giugno).

Bucce di banana, fondi di caffè e molto altro

Sono i consigli più diffusi sui social, da Facebook a Pinterest.

Frullare bucce di banana o aggiungere fondi di caffè sopra al substrato vi porterà solamente ad avere tantissimi moscerini in casa e probabilmente un odore sgradevole vicino alla vostra pianta.

Il fai da te in questo caso è consigliato solamente ai più esperti, con anni di esperienza alle spalle (che sicuramente non utilizzano né banane né caffè😉).

Pianta...

Altro dettaglio che le prime volte vi potrà sembrare banale: il nome.

Tutti gli esseri viventi hanno un nome scientifico, anche le piante.
Non basta chiamarla cactus della nonna, felce della zia…

Sapere almeno il genere a cui appartiene una pianta (Ficus, Monstera, Alocasia, …) ci aiuterà moltissimmo nel capire come coltivarla al meglio.

Non sempre sarà semplice, aiutatevi con Google immagini, gruppi Facebook dedicati o chiedete ad amici e conoscenti che sono appassionati.

Se hai paura di dimenticartelo, ci sono moltissime applicazioni gratuite che ti permetteranno di associare la foto al nome e ad alcune caratteristiche di base.
Altrimenti, il cartellino scritto a matita e infilato nel vaso resta sempre un valido sostituto.

Se vuoi chiedermi aiuto con l’identificazione scrivimi pure a info@livethejungle.it o su instagram a @giudi_in_the_jungle.
Ricordati di allegare una foto nitida e ti aiuteremo.

Un consiglio per diventare un coltivatore PRO

Ultimo consiglio, per chi vuole realmente fare il passo successivo e diventare un super coltivatore: il concime e gli integratori.

Come per la luce, anche qui arriveranno al più presto articoli più approfonditi, ma per iniziare servono poche indicazioni.

A meno che non coltivi solo uno specifico genere di piante, ti consiglio un concime bilanciato, ovvero con i tre valori NPK (azoto, fosforo e potassio) uguali tra loro.
Tra i più diffusi troviamo il 20-20-20 (io uso Asso di fiori della Cifo), ma vanno benissimo anche valori come 10-10-10 o 7-8-9 (purchè siano relativamente bilanciati).

È fondamentale rispettare sempre le indicazioni in etichetta per quanto riguarda i dosaggi: aumentare la quantità non farà crescere di più la pianta, ma rischierà di fare dei seri danni alle radici.
Giudi
Author: Giudi

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